Intervista a | Interview mit Giulia Innocenzi

I cambiamenti climatici nel piatto | Leggi l’intervista

Giulia Innocenzi è una conduttrice televisiva, una giornalista investigativa e scrittrice. Si è laureata in scienze politiche alla LUISS. Dal 2008 si occupa di Generazione Zero, lo spazio dedicato ai giovani della trasmissione Annozero di Michele Santoro. Nel maggio 2011 pubblica il romanzo Meglio fottere (che farsi comandare da questi) (Editori Internazionali Riuniti). Nel 2012 pubblica il libro-intervista a Margherita Hack La stella più lontana (Transeuropa edizioni). Dal maggio 2014 conduce su LA7, in prima serata, il talk politico Announo. A ottobre 2016 pubblica Tritacarne (Rizzoli). Nel 2017 torna in televisione con il programma Animali come noi, in onda in seconda serata su Rai 2 per 6 puntate. Collabora al programma televisivo Le Iene. Blog di Giulia Innocenzi

L’intervista è di Karl-Ludwig Schibel

Der Klimawandel auf unserem Teller | Lesen Sie das Interview

Giulia Innocenzi ist Fernsehmoderatorin, investigative Journalistin und Autorin. Sie schloss ihr Studium der Politikwissenschaften an der LUISS ab. 2008 arbeitete sie bei Generazione Zero mit, dem Jugendraum des Programms Annozero von Michele Santoro. Im Mai 2011 veröffentlichte sie den Roman Meglio fottere (che farsi comandare da questi )(Editori Internazionali Riuniti). 2012 veröffentlichte sie das Buch-Interview mit Margherita Hack Der fernste Stern (Transeuropa edizioni). Seit Mai 2014 moderiert sie zur besten Sendezeit den Polittalk Announo auf LA7. Im Oktober 2016 veröffentlichte sie Tritacarne (Rizzoli). 2017 kehrte sie mit der Sendung Animali come noi, die am späten Abend auf Rai 2 für 6 Folgen ausgestrahlt wurde, zum Fernsehen zurück. Weiterhin arbeitet sie an der Fernsehsendung Le Iene mit. Das Blog von Giulia Innocenzi

Das Interview führte Karl-Ludwig Schibel

Proteggere l’ambiente, proteggere gli animali | Umweltschützer und Tierschutz

Che cosa hanno in comune la crisi ecologica e i crimini contro gli animali? Ovvio, la discrepanza tra il sapere e l’agire non solo nella popolazione in generale, ma anche tra coloro impegnati per proteggere l’ambiente. Mancano le statistiche, ma non sembrano esserci tra esperti ed attivisti dell’ambiente più vegetariani o vegani che nella media della popolazione. Come si fa a proteggere la natura durante il giorno e mettere le bistecche sulla griglia la sera? Ben sapendo che la carne, particolarmente quella rossa, favorisce il cancro al colon, soia e mais come mangimi negli allevamenti di massa aumentano la fame nel mondo e contribuiscono in modo sostanziale alle emissioni di gas serra e alla distruzione dei bacini di captazione di CO2 (leggi foreste pluviali). Perché le persone cui sta a cuore l’ambiente e gli animali continuano a mangiare la carne? Gli psicologi parlano di “dissonanza cognitiva” e visto che la condizione ha un nome scientifico sembra già un po’ più comprensibile .

Continua

Was haben die ökologische Krise und die Verbrechen gegen Tiere gemeinsam? Ganz klar: die Diskrepanz zwischen Wissen und Handeln, und zwar nicht nur bei der Bevölkerung im Allgemeinen, sondern auch bei denjenigen, die sich für den Umweltschutz einsetzen. Statistiken fehlen, aber unter Experten und Umweltaktivisten scheint es nicht mehr Vegetarier oder Veganer zu geben als in der übrigen Bevölkerung. Wie kann man oder frau tagsüber die Natur schützen und abends Steaks auf den Grill legen? Wohlwissend, dass Fleisch, insbesondere rotes Fleisch, Dickdarmkrebs fördert, Soja und Mais als Futtermittel in der Massentierhaltung den Welthunger mit verursacht und ihr Anbau erheblich zur Emission von Treibhausgasen und zur Zerstörung von CO2-Senken (sprich: Regenwälder) beiträgt. Warum essen Menschen, denen Umwelt und Tiere am Herzen liegen, weiterhin Fleisch? Psychologen sprechen von „kognitiver Dissonanz“ und mit einem wissenschaftlichen Etikett versehen wirkt der Sachverhalt schon etwas verständlicher.

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di / von Karl-Ludwig Schibel

Intervista a | Interview mit Matthias Gauly

Prestazione, salute e benessere del bestiame | Leggi l’intervista

Matthias Gauly ha studiato Agricoltura (scienza degli animali) e Scienza veterinaria presso le Università di Bonn e Gießen, Germania e conseguito i dottorati in entrambe le discipline. Tra il 1998 e il 2003 è stato Assistente Professore all’Istituto di allevamento e genetica presso l’Università di Gießen, dove ha conseguito la sua abilitazione post-dottorale (Habilitation) in Scienza degli animali e degli allevamenti. Successivamente si è trasferito presso il Dipartimento di Scienze Animali presso l’Università di Göttingen, dove è stato Professore Ordinario e Presidente del gruppo di produzione di Bestiame fino al 2014. Da allora segue il gruppo Animal Science presso la Facoltà di Scienze e Tecnologie, Libera Università di Bolzano, Italia.

L’intervista è di Karl-Ludwig Schibel

Leistung, Gesundheit und Wohlbefinden bei Nutztieren | Lesen Sie das Interview

Matthias Gauly studierte an den Universitäten Bonn und Gießen Agrarwissenschaften (Vertiefung Nutztierwissenschaft) und Veterinärmedizin und promovierte in beiden Disziplinen.
Zwischen 1998 und 2003 war er Assistenzprofessor am Institut für Tierzucht und Genetik an der Universität Gießen, wo er sich in der Nutztierbiologie und -zucht habilitierte. Danach wechselte er zum Department für Tierwissenschaften an die Universität Göttingen, wo er bis 2014 den Lehrstuhl für Produktionssysteme der Nutztiere innehatte. Seit 2014 ist er Vorsitzender der tierwissenschaftlichen Arbeitsgruppe an der Fakultät für Wissenschaft und Technologie, Freie Universität Bozen.

Das Interview führte Karl-Ludwig Schibel

Letture Colloqui | Lektüre Gespräche 2022

Grazie a Evi Keifl. Altri suggerimenti sono molto benvenuti
Dank an Evi Keifl. Weitere Vorschläge sind sehr willkommen


I NOSTRI RELATORI

Il titolo del libro di Giulia Innocenzi già contiene il messaggio: “Tritacarne: Perché ciò che mangiamo può salvare la nostra vita. E il nostro mondo” (Rizzoli, 2016). L’autrice descrive le spaventose condizioni di vita degli animali negli allevamenti intensivi. Dalla castrazione a mano senza anestesia, all’uso a tappeto di medicinali e antibiotici per debellare malattie causate dall’allevamento in condizioni igieniche scadenti e non adeguate alla specie. Insomma, anche se non si vuole rinunciare a gustare una bistecca, esistono metodi di allevamento e di macellazione che minimizzano la crudeltà che però richiedono un ripensamento radicale del modello degli allevamenti intensivi.

Martin Lintner, in “Etica animale. Una prospettiva cristiana” (Queriniana 2020) affronta le questioni fondamentali di un comportamento verso gli animali rispettoso delle loro esigenze specifiche e individuali. Presenta poi le posizioni attualmente dibattute nel campo dell’etica animale e in particolare, tenendo conto di differenze e somiglianze tra essere umano e animali, mette in evidenza la nostra responsabilità, indicando come essa si concretizzi in ambiti come il nostro rapporto con gli animali domestici, l’allevamento a fini di reddito, la sperimentazione animale nella ricerca medica, la caccia e il consumo di prodotti di derivazione animale. Un libro di etica relativa agli animali. Per rispettarli e amarli in un modo che corrisponda alla loro natura.


ALTRI TESTI

Un’eccellente lettura introduttiva è il libro del giornalista economico inglese Henry Mance (che ha scelto di diventare vegano) “Amare gli animali. Allevamento, Alimentazione, Ambiente. Una proposta per convivere con le altre specie” (Blackie 2022). Curioso e aperto, anche se con una sua chiara posizione, si chiede “Cosa succederebbe se pensassimo agli animali – a tutti gli animali”, anche le mosche? Si domanda perché gli ambientalisti e gli attivisti per i diritti degli animali prendano strade diverse, se l’allevamento di animali (suini) come donatori di organi sia moralmente difendibile, discute le dissonanze cognitive associate al consumo di carne, descrive le sue esperienze di caccia e pensa agli animali – tutti gli animali – con una ricca varietà di approcci.

Carl Safina, “Al di là delle parole. Che cosa provano e pensano gli animali”, (Adelphi, 2018). Parliamo di esseri umani e animali, come se tutti i viventi ricadessero in due sole categorie: noi e tutti gli altri. Eppure, abbiamo addestrato gli elefanti a trascinare tronchi d’albero fuori dalla foresta; nei laboratori abbiamo fatto percorrere labirinti ai ratti per studiare l’apprendimento; e i piccioni ci hanno insegnato i rudimenti della psicologia beccando i bersagli che gli mostravamo. Studiamo i moscerini per imparare come funziona il nostro DNA, e infettiamo le scimmie per mettere a punto cure da usare negli esseri umani; nelle nostre case e nelle nostre città i cani proteggono e guidano persone che possono vedere solo grazie agli occhi dei loro compagni a quattro zampe. A dispetto di tutta questa intimità, conserviamo una tentennante insistenza sul fatto che gli animali non sono come noi – benché noi stessi siamo animali. Potrebbe mai una relazione basarsi su un fraintendimento più profondo.

Francesca Buoninconti, “Senti chi parla. Cosa si dicono gli animali”, (Codice 2021). Si dice sempre che gli animali non abbiano voce, eppure sono dei gran chiacchieroni. Dal nostro giardino alle foreste pluviali, dal parco sotto casa alle profondità dell’oceano, l’aria e l’acqua pullulano di messaggi. C’è chi canta come un usignolo, anche negli abissi; chi “parla” utilizzando dialetti tramandati di generazione in generazione; chi comunica danzando, chi si esibisce in un tip-tap alla Fred Astaire o preferisce lo stile inimitabile di Michael Jackson. Infine, c’è chi si arrangia con mosse, pose e parate, oppure odori, puzze e profumi. E, come al solito, c’è anche chi racconta una marea di bugie. In un mondo fatto di messaggi in codice, cosa bisbigliano e cosa si dicono gli animali? Gli uccelli cantano ogni volta che aprono becco? E i pesci sono davvero muti? Perché i camaleonti cambiano colore? Cosa passa per la testa di una gazzella che, inseguita da un predatore, invece di correre a più non posso inizia a saltare? I delfini si chiamano per nome? E il coccodrillo come fa? Ma soprattutto, perché gli animali mentono?

VERÖFFENTLICHUNGEN UNSERER VORTRAGENDEN

Der Titel von Giulia Innocenzis Buch enthält bereits die Botschaft: “Tritacarne: Perché ciò che mangiamo può salvare la nostra vita. E il nostro mondo” (Fleischwolf: Denn was wir essen, kann unser Leben retten. Und unsere Welt) (Rizzoli, 2016). Die Autorin beschreibt die entsetzlichen Lebensbedingungen von Tieren in der Massentierhaltung. Von der Kastration von Hand ohne Betäubung bis hin zum weit verbreiteten Einsatz von Medikamenten und Antibiotika zur Ausrottung von Krankheiten, die durch Zucht unter schlechten hygienischen und nicht artgerechten Bedingungen verursacht werden. Kurz gesagt, auch wenn man auf den Genuss des Steaks nicht verzichten möchte, gibt es Zucht- und Schlachtmethoden, die die Grausamkeit minimieren, die jedoch ein radikales Umdenken des Modells der Intensivlandwirtschaft und Massentierhaltung erfordern würden.

Fabian Scheidler, “Der Stoff aus dem wir sind. Warum wir Natur und Gesellschaft neu denken müssen” (Piper 2021). Fabian Scheidler zeigt, wie sich die Vorstellung einer durch und durch berechenbaren, maschinenartigen Welt, die vom Menschen beherrscht werden kann, zusammen mit dem Kapitalismus über die letzten 400 Jahre entwickelt hat – bis hin zum Geo-Engineering und den digitalen Fantasien des Silicon Valley. Währenddessen haben die Wissenschaften selbst jedoch eine ganz andere Entwicklung genommen: Von der Quantenphysik über die moderne Biologie bis zur Bewusstseinsforschung haben sie eine Welt zutage gefördert, die auf Verbundenheit, Selbstorganisation, Empathie und Kreativität beruht. Das Buch macht eindrücklich klar: Wenn wir diese Prinzipien weiterhin ignorieren, verspielen wir die Zukunft der Menschheit.

Ludwig Huber, “Das rationale Tier. Eine kognitionsbiologische Spurensuche” (Suhrkamp 2021). Kann man nichtmenschlichen Lebewesen Rationalität und Bewusstsein in einem anspruchsvollen Sinn zugestehen? Ludwig Huber zieht in diesem Buch die Bilanz des gegenwärtigen Forschungsstands zum tierischen Denken. Mittels zahlreicher, eigens für dieses Buch angefertigter Abbildungen erklärt er anschaulich die wichtigsten Experimente und Beobachtungen und vermittelt so, was Affen, Hunde, Bienen, Krähen, Keas, Pfeilgiftfrösche, Schildkröten oder Kraken alles können: Werkzeuge gebrauchen und herstellen, kommunizieren, planen, Gedanken lesen und vieles mehr. Eine faszinierende Reise durch die Kognitionsforschung.
Huber will aber nicht nur zeigen, was wir heute über den Geist der Tiere wissen und wie wir es herausgefunden haben, sondern auch, wozu das gut ist. Neben der zweckfreien Befriedigung unserer Neugierde treibt ihn auch ein moralischer Imperativ: „Um sie zu retten, müssen wir uns kümmern, und kümmern können wir uns nur, wenn wir sie verstehen.“

Anet Spengler Neff u.a., “Von der Würde der Kuh, Aufsätze und Gespräche” (Fiona 2018). Das Bewusstsein der Menschen im Hinblick auf das Wesen der Kuh hat sich seit einigen Jahren deutlich erweitert, nicht zuletzt dank der Hornkuh-Initiative, dem Bestseller «Kühe verstehen» und dem Bedürfnis der Menschen nach Lebensmitteln, die aus einer friedvollen Landwirtschaft stammen.
Diese Sammlung von Aufsätzen und Gesprächen mit Anet Spengler Neff, Martin Ott, Armin Capaul, Christian Butscher und Eva-Maria Wilhelm gibt mögliche Antworten auf die Fragen: „Wie kann sich der Mensch wieder einbinden in den Kreislauf der Natur, und was kann ich persönlich tun, auch wenn ich kein Bauer bin?“

Tanja Busse, “Fleischkonsum. 33 Fragen – 33 Antworten” (Piper 2021). Das Thema Fleisch polarisiert und wirft Fragen auf: Darf man mit Genuss Fleisch essen? Ist das gut oder schlecht für die Gesundheit? Was bedeutet das für die Tiere? Wie wirkt sich ein hoher Fleischverbrauch global aus? Sind Klimaschutz und Fleischkonsum vereinbar? Was hat Fleischkonsum mit Menschenrechten und Insektensterben zu tun? Soll man doch besser vegetarisch leben – oder sogar vegan?  Dieses Buch beantwortet die wichtigsten Fragen zu einem Thema, das uns täglich beschäftigt.

Martin Lintner, “Der Mensch und das liebe Vieh: Ethische Fragen im Umgang mit Tieren” (Tyrolia 2017). Dieses Buch setzt sich mit der Frage auseinander, wie der Umgang mit Tieren so gestaltet werden kann, dass der Mensch den artspezifischen und individuellen Bedürfnissen, Fähigkeiten und Vermögen eines Tieres gerecht wird. Nach einem geschichtlichen Streifzug und der Auseinandersetzung mit den wichtigsten gegenwärtigen philosophischen Positionen in der Tierethik wird auf die Haus- und Nutztierhaltung und die Jagd eingegangen. Auch theologische Aspekte wie der biblische Herrschaftsauftrag an den Menschen oder das Schicksal der Tiere nach dem Tod werden behandelt.


ANDERE VERÖFFENTLICHUNGEN

Eine ausgezeichnete Lektüre zur Einführung in die Toblacher Gespräche 2022 ist das Buch des englischen Wirtschaftsjournalisten und Veganers Henry Mance, „Mit Tieren leben. Warum wir das Verhältnis zwischen Tier und Mensch neu definieren müssen“, Kein & Aber, 2021.
Neugierig und offen, wenn auch mit klarer eigener Position fragt er „Was würde geschehen, wenn wir über Tiere nachdächten – alle Tiere“. Auch die Fliegen. Er fragt sich, warum Umweltschützer und Tierschützer weithin getrennte Wege gehen, ob die Züchtung von Tieren (Schweinen) als Organspender moralisch vertretbar sei, diskutiert die kognitiven Dissonanzen, die mit Fleischessen einhergehen, schildert seine Erlebnisse auf der Pirsch und denkt in einer reichen Vielfalt von Zugängen über Tiere nach – alle Tiere.

Carl Safina, “Die Intelligenz der Tiere: wie Tier fühlen und denken” (München C.H. Beck, 2017). Was geht im Inneren von Tieren vor? Können wir wissen, wie sie fühlen und denken? Carl Safina geht auf Entdeckungsreise in die Welt der Elefanten, Wölfe und Orcas und erzählt Geschichten von Freude, Trauer, Eifersucht, Angst und Liebe. Die verblüffende Ähnlichkeit von menschlichem und nichtmenschlichem Bewusstsein, Selbstbewusstsein und Mitgefühl fordert uns dazu auf, unser Verhältnis zu anderen Arten zu überdenken – und auch das Verhältnis zu uns selbst.

Norbert Sachser, “Der Mensch im Tier. Warum Tiere uns im Denken, Fühlen und Verhalten oft so ähnlich sind” (Reinbek bei Hamburg, Rowohlt 2018). Säugetiere trauern und sie tricksen; sie sind einfühlsam, lernen und kommunizieren oft auf hohem Niveau. Sie freuen und sie ärgern sich – mit denselben Reaktionen von Körper und Gehirn wie bei uns Menschen. Tiere haben eine Persönlichkeit. Was unterscheidet uns eigentlich noch von ihnen? Und was können wir von ihnen lernen?
Norbert Sachser präsentiert darüber seine eigenen Forschungen und insgesamt den letzten Stand des Wissens. Wir erfahren, wie Hunde Empathie zeigen, Mäuse Alzheimer entkommen, Meerschweinchen sozialen Stress vermeiden und zu welch bemerkenswerten Leistungen Menschenaffen, aber auch Raben fähig sind. Er spricht von einer “Revolution im Tierbild” – und ihren Folgen für unseren Umgang mit Wildtieren und Haustieren.

Andreas Weber, “Alles fühlt: Mensch, Natur und die Revolution der Lebenswissenschaften” (Berliner Taschenbuch Verlag, 2014). In den Biowissenschaften wird zunehmend erkannt, was Leitgedanke der Philosophie der Biologie seit Hans Jonas ist: Freiheit, Innerlichkeit und Subjektivität sind elementare Eigenschaften des Lebens selbst, schon angelegt im Übergang vom Anorganischen zum Organischen. Als solche sind sie nicht nur dem Menschen, sondern auch Tieren, Pflanzen und Materie an sich zu eigen: Alles fühlt.

Programm Toblacher Gespräche 2022 | Programma Colloqui di Dobbiaco 2022

30. September – 2. Oktober

Was wissen die Tiere?

Programm

Freitag, 30. September

14:00 Uhr – Exkursion
Nachhaltiges Jagen?
Auf der Pirsch mit Landesjägermeister Günther Rabensteiner
(Programm folgt, Anmeldung erforderlich, Kosten: 20 €)

20:00 Uhr – Podiumsdiskussion
Von Schmusekatzen, Mastkälbchen, Wachhunden und Jagdtrophäen
Daniel Felderer, Blogger Veganer
Matthias Gauly, Freie Universität Bozen
Silvia Schroffenegger, ehrenamtliche Tierschutzpolizistin
Julia Tonner, Jägerin

Moderation: Evi Keifl

Samstag, 1. Oktober

09:00 Uhr – Einschreibung

09:30 Uhr – Begrüßung und Einführung in die Gespräche
Karl-Ludwig Schibel

10:00 Uhr – Vom Automaten zur Lebendigkeit.
Warum Tiere genauso rätselhaft sind wie wir selbst

Fabian Scheidler, Autor und Dramaturg, Berlin

11:00 Uhr – Pause

11:30 Uhr – Schlaue Tiere. Was Hunde, Schweine, Papageien und Schildkröten gemeinsam haben
Ludwig Huber, Universitätsprofessor, Wien

12:30 Uhr – Mittagessen

14:30 Uhr – “Cow” (2021)
Ein Dokumentarfilm von Andrea Arnold
mit Austausch der Erfahrungen der Teilnehmenden
Gibt es glückliche Kühe? Betrachtungen über das Tierwohl anhand des Films
Anet Spengler Neff, Forschungsinstitut für biologischen Landbau (FiBL) Schweiz, Frick

“Gunda” (2021)
Ein Dokumentarfilm von Victor Kossakovsky
mit Austausch der Erfahrungen der Teilnehmenden

19:00 Uhr – Traditionelles Knödelessen

Sonntag, 2. Oktober

9:00 Uhr – Die Lebensmittelmaschinen. Massentierhaltung und die Kosten unserer Ernährung
Giulia Innocenzi, Aktivistin, Fernsehjournalistin und Autorin

10:00 Uhr – Wie viel Fleisch dürfen wir essen, ohne dem Planeten zu schaden?
Tanja Busse, Autorin und Journalistin

11:00 – Uhr Pause

11:30 Uhr – Menschen und Tiere: Mitbewohner der einen Erde. Plädoyer für eine Ethik der Gefährtenschaft aus christlicher Perspektive
Martin M. Lintner, Moraltheologe, Brixen

12:30 Uhr – Abschluss

13:00 Uhr – Kleines Mittagsbuffet

30 settembre – 2 ottobre

Cosa sanno gli animali?

Programma

Venerdì, 30 settembre

14:00 – Escursione
Caccia sostenibile?
Con il presidente Associazione Cacciatori Alto Adige Günther Rabensteiner
(Programma a seguire, iscrizione obbligatoria, costo: 20 €)

20:00 – Tavola rotonda
Di gatti coccoloni, vitelli d’allevamento, cani da guardia e trofei di caccia
Daniel Felderer, blogger vegano
Matthias Gauly, Libera Università di Bolzano
Silvia Schroffenegger, guardia zoofila onoraria
Julia Tonner, cacciatrice
Moderazione: Evi Keifl

Sabato, 1° ottobre 2022

09:00 – Iscrizione

9:30 – Benvenuto e introduzione ai Colloqui
Karl-Ludwig Schibel

10:00 – Dall’automa all’essere vitale. Perché gli animali sono altrettanto misteriosi di noi
Fabian Scheidler, scrittore e drammaturgo, Berlino

11:00 – Pausa

11:30 – Animali intelligenti. Cosa hanno in comune cani, maiali, pappagalli e tartarughe
Ludwig Huber, professore universitario, Vienna

12:30 Pranzo

14:30 – “Cow” (2021)
Un documentario di Andrea Arnold
Testimonianze dei partecipanti sullo screening
Ci sono mucche felici? Osservazioni sul benessere degli animali basate sul film
Anet Spengler Neff, Istituto per la Ricerca sull’Agricoltura biologica (FiBL Svizzera), Frick

“Gunda” (2021)
Un documentario di Victor Kossakovsky
Testimonianze dei partecipanti sullo screening

19:00 – Tradizionale cena a base di canederli

Domenica, 2 ottobre 2022

9:00 – Le macchine del cibo. Gli allevamenti intensivi e il costo del nostro cibo
Giulia Innocenzi, attivista, giornalista televisiva e autrice

10:00 – Quanta carne possiamo mangiare senza danneggiare il pianeta?
Tanja Busse, autrice e giornalista

11:00 Pausa

11:30 – Uomini e animali: coabitanti dell’unica terra. Appello per un’etica della convivenza in una prospettiva cristiana
Martin Lintner, professore di teologia morale e spirituale, Bressanone

12:30 – Conclusioni

13:00 – Piccolo rinfresco

Toblacher Gespräche | Colloqui di Dobbiaco 2022

30. September – 2. Oktober 2022

Was wissen die Tiere?

Die Toblacher Gespräche haben sich im Laufe ihrer 35-jährigen Geschichte Fragen wie Solarenergie und Elektromobilität, Agrarökologie und Ernährung, Digitalisierung und Bildung gewidmet, doch selten kam die Rede auf Tiere, unsere Mitgeschöpfe. Ein Thema, das für uns ökologisch Gesinnte eigentlich naheliegend sein müsste. Sicherlich, in „Was wissen die Bäume?“ nahmen wir die Biodiversität in den Blick, aber die Tierwelt ließen wir außen vor. Deshalb das Thema: „Was wissen die Tiere?“
Bis zum 19. Jahrhundert nahmen Tiere im Vergleich zu den Menschen eine grundsätzlich untergeordnete Stellung ein. Seit Darwin wird die Kontinuität zwischen Menschen- und Tierwelt betont, und die Evolutionstheorie ist aus unserem Weltbild nicht mehr weg zu denken. Menschen, Tiere, Pflanzen und Pilze sind als ein universales Lebensnetz zu begreifen. In neuerer Zeit hat die Genetik gezeigt, was Philosophen wie Hans Jonas schon Jahrzehnte früher vorweggenommen haben: gemeinhin den Menschen vorbehaltene Eigenschaften wie Intentionalität und Aufschub von Triebbefriedigung finden sich schon bei den einfachsten Formen von Leben und die genetische Übereinstimmung mit Tieren, die uns entschieden entfernt scheinen, wie die Mäuse, liegt bei 99%.
Längst weiß man, dass sich nicht nur Menschenaffen und Delfine klug verhalten; auch Vögel, Tintenfische und Insekten zeigen intelligentes Verhalten. Es ist eine Alltagserfahrung, dass Tiere Gefühle haben, der treue Hundeblick ist sprichwörtlich. Wissenschaftler finden zunehmend Beweise für ein Innenleben in fremdartigen Kreaturen, die sich an immer weiter entfernten Ästen des Baums des Lebens entwickelt haben: Vögel, Insekten bis hin zu Mikroorganismen. Kurz und gut, die Natur, und mit ihr besonders die Tiere, haben einen Zweck an sich selbst und nicht nur einen Nutzwert für den Menschen. Sie haben Rechte, welche ist umstritten.
In der Toblacher Gesprächen 2022 wollen wir – duldsam mit uns selbst – den heftigen Widersprüchen nachgehen, in die wir uns in unserem Verhältnis zu Tieren verwickeln. Einerseits verwöhnen wir unsere Haustiere, anderseits grillen wir Rindersteaks zum Abendessen. Einerseits sehen wir uns staunenswerte Naturfilme an, anderseits wissen wir, dass die meisten Nutztiere ein elendes Leben führen, bis sie auf unseren Tellern landen. Das ist das weite Feld der Tierethik, das in der Nachhaltigkeitsdebatte eine seltsame Rolle spielt; verdrängt und randständig bei vielen, lauthals und fanatisch bei (zu?) wenigen.

Wolfgang Sachs
Karl-Ludwig Schibel


29 settembre – 2 ottobre 2022
Cosa sanno gli animali?

Nel corso dei loro 35 anni di storia, i Colloqui di Dobbiaco sono stati dedicati a questioni come l’energia solare e l’elettro mobilità, l’agroecologia e la nutrizione, la digitalizzazione e l’istruzione ma, gli animali, i nostri simili, sono stati raramente affrontati come tema. Un argomento che in realtà dovrebbe essere ovvio per noi ecologicamente sensibili. Certo, in “Cosa sanno gli alberi?” abbiamo guardato alla biodiversità, ma abbiamo lasciato fuori il mondo animale. Da qui l’argomento: “Cosa sanno gli animali?”
Fino al XIX secolo, gli animali hanno svolto un ruolo fondamentalmente seppur subordinato all’uomo. Da Darwin, la continuità tra il mondo umano e quello animale è stata enfatizzata e la teoria dell’evoluzione è diventata parte integrante della nostra visione del mondo. Persone, animali, piante e funghi sono da intendersi come una rete universale di vita. Più recentemente, la genetica ha mostrato ciò che filosofi come Hans Jonas avevano anticipato decenni prima: caratteristiche comunemente riservate all’uomo, come l’intenzionalità e il differimento della soddisfazione istintuale, si ritrovano anche nelle forme di vita più semplici e la corrispondenza genetica con animali, che sembrano decisamente distanti da noi, come ad esempio i topi, arriva fino al 99%.
È noto da tempo che non sono solo le Grandi Scimmie e i delfini a comportarsi in modo intelligente; anche uccelli, polpi e insetti mostrano un tale comportamento. È un’esperienza quotidiana che gli animali provano dei sentimenti, lo sguardo fedele del cane è proverbiale. Gli scienziati trovano sempre più prove di una vita interiore in creature aliene che si sono sviluppate su rami sempre più distanti dell’albero della vita: uccelli, insetti e persino microrganismi. Insomma, la natura, e con essa gli animali in particolare, ha uno scopo in sé e non solo un’utilità per l’uomo. Gli animali hanno dei diritti, quali è controverso.
Nei Colloqui di Dobbiaco 2022 vogliamo – con grande pazienza verso noi stessi e gli altri – indagare le violenti contraddizioni in cui rimaniamo invischiati nel nostro rapporto con gli animali. Da un lato coccoliamo i nostri animali domestici, dall’altro mettiamo le bistecche sulla griglia per cena. Da un lato guardiamo fantastici film sulla natura, dall’altro sappiamo che la maggior parte degli animali da fattoria conduce una vita miserabile fino a quando non finiscono nei nostri piatti. Questo è l’ampio campo dell’etica animale che gioca uno strano ruolo nel dibattito sulla sostenibilità; represso ed emarginato da molti, chiassoso e fanatico da (troppo?) pochi.

Wolfgang Sachs
Karl Ludwig Schibel


Toblacher Gespräche 2021 | Colloqui di Dobbiaco 2021

1.– 3. Oktober

Wie grün ist der europäische Green Deal?
Lang erhofft von der europäischen Umweltbewegung und den nationalen Regierungen von der Europäischen Kommission aufgezwungen, ist sie nun endlich da: die grüne Vision in der Politik Europas. Aber als die Präsidentin von der Leyen im Dezember 2019 den Grünen Deal präsentierte, mit dem der Kontinent bis 2050 klimaneutral und die Biodiversität wiederhergestellt werden sollte, konnte sie noch nichts von der COVID-19-Pandemie ahnen. Dennoch sollte sich für den Green Deal nichts ändern, das massive Förderprogramm Next Generation EU vom Juni 2020 zählt ihn zu den Prioritäten neben Gesundheit, Arbeitsplätze und Digitalisierung.
Voraussichtlich werden die Strategien und Maßnahmen des grünen Deals zu konkurrierenden Deutungen und zahlreichen Konflikten führen. Und das ist gut so, Streit belebt das Geschäft. Schließlich haben schon immer die Umweltprobleme in der Landwirtschaft, der Autoindustrie, der Energiewirtschaft und Bauindustrie lokal und national für Streit gesorgt; nun aber sind die Kontoversen auf europäischer Ebene angekommen. Dahinter lauert ein gemeinsames Thema: Die EU hat sich auf wirtschaftliches Wachstum verpflichtet und gleichzeitig auf die Achtung der europäischen Umweltziele, die sich aus den planetarischen Leitplanken, herleiten, allen voran das Ziel, die Erderwärmung unter 1,5 °C zu halten. Ist das zu vereinbaren? Lässt sich wirtschaftliches Wachstum vom Naturverbrauch derart entkoppeln, dass das BIP steigt, obwohl der Ressourcenbedarf durchschlagend sinkt? Gewiss, wachsen sollen alle Sektoren, die der Nachhaltigkeit dienen – wie erneuerbare Energien, postfossile Mobilität, Biolandbau oder grüne Chemie. Aber schrumpfen müssen jene, die eine Gefahr für die Biosphäre darstellen – wie die fossil-energetischen, autoindustriellen und petrochemischen Komplexe. Es ist keineswegs sicher, dass die Summe der Wachstums- und Schrumpfungsprozesse zu einem dauerhaften aggregierten Wachstum führen wird. Oder wird der European Green Deal nur in einer Postwachstumsgesellschaft wirklich grün?


1 – 3 ottobre
Quanto è verde il Green Deal europeo?
A lungo sperata dal movimento ambientalista europeo e imposta dalla Commissione Europea ai governi nazionali è finalmente arrivata “la visione verde per la politica europea”. Ma quando la presidente von der Leyen ha presentato nel dicembre 2019 il Green Deal, con il quale il continente dovrebbe diventare climaticamente neutro e la biodiversità ripristinata entro il 2050, non aveva la minima idea che sarebbe sopraggiunta la pandemia da COVID-19. Tuttavia, nulla dovrebbe cambiare per il Green Deal; il massiccio programma di finanziamenti Next Generation dell’UE del giugno 2020 lo annovera tra le priorità insieme a salute, lavoro e digitalizzazione.
Le strategie e le misure del Green Deal porteranno sicuramente a interpretazioni contrastanti e a numerosi conflitti. E questo è buona cosa, le divergenze stimolano il dibattito. Dopotutto, i problemi ambientali nell’agricoltura, industria automobilistica, industria energetica e edilizia hanno sempre causato polemiche a livello locale e nazionale, ma ora le questioni controverse sono arrivate a livello europeo. Dietro questo si cela un tema comune: l’UE si è impegnata per la crescita economica e allo stesso tempo per il rispetto degli obiettivi ambientali europei che derivano dai guard-rail planetari, soprattutto l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 °C. Possono le due cose andare avanti insieme? La crescita economica può essere disaccoppiata dal consumo della natura in modo tale che il PIL aumenti anche se la domanda di risorse diminuisce drasticamente? Certamente, dovrebbero crescere tutti i settori che concorrono alla sostenibilità, come le energie rinnovabili, la mobilità post-fossile, l’agricoltura biologica o la chimica verde. Ma quelli che rappresentano una minaccia per la biosfera – come i complessi petrolchimici e dell’industriali automobilistica – dovranno essere ridotti. Non è affatto certo che la sommatoria dei processi di crescita e contrazione porterà a una crescita aggregata permanente. Oppure il Green Deal europeo potrà diventare davvero verde solo in una società post-crescita?

Letture | Lektüre Gespräche 2020

Italiano

I nostri relatori

Mario Agostinelli, Coronavirus ed Emergenza climatica, Castelvecchi 2020.

Isabella Alloisio, Climate Change mitigation, a cura di Walter LEAL FILHO ed altri, Climate action: encyclopedia of the UN sustainable development goals, Cham: Springer, 2019.

Stefano Caserini, Il clima è (già) cambiato. Nove buone notizie sul cambiamento climatico, Edizioni Ambiente 2019.
“Il clima è (già) cambiato” fa il punto sui progressi e le battute d’arresto che si sono alternati negli ultimi tre anni nella complicatissima e maledettamente grave faccenda del riscaldamento globale. Perché se è vero che il tempo è sempre più scarso è anche vero che, come scrive Stefano Caserini, “la storia di come gli esseri umani del XXI secolo hanno cambiato il clima del pianeta è in buona parte ancora da scrivere. Le scelte che faremo nei prossimi decenni contano assai”.

Susanne Elsen, Eco-Social Transformation and Community-Based Economy, Routledge 2019.
Eco-Social Transformation and Community-Based Economy provides a transdisciplinary conception of community based socially productive approaches to eco-social transformation and sustainability. It demonstrates through a variety of case studies the creative power of local embeddedness, diversity and cooperation. (In inglese)

Susanne Elsen, Sergio Angeli, Armin Bernhard, Sara Nicli, Prospettive dell’Agricoltura Sociale con particolare riferimento agli sviluppi in Italia, Bozen/Bolzano University Press 2020.

Enrico Giovannini, L’utopia sostenibile, Editori Laterza 2018.
Per costruire un futuro migliore ci serve un’utopia. Un’utopia sostenibile. È la via maestra che Enrico Giovannini indica per il raggiungimento entro il 2030 degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Continuare a pensare e ad agire come nel passato vuol dire far precipitare il nostro mondo in una profonda crisi ambientale, economica, sociale. È richiesto l’impegno di tutti e un profondo cambiamento del modo in cui leggiamo e affrontiamo i problemi che ci circondano.

Matthias Horx, Si può essere ottimisti?
Come la crisi del Corona può cambiare in nostro comportamento verso il futuro e il mondo.

Graeme Maxton, Jorgen Randers, Reinventare la prosperità: Come usare la crescita economica per ridurre disoccupazione, disuguaglianze e fermare i cambiamenti climatici, Edizioni Ambiente 2020.
Il sistema politico ed economico globale, nonostante 30 anni di crescita sostenuta, ha di fronte una duplice sfida. Da un lato, il rischio di un collasso sociale innescato dalle disuguaglianze e da livelli di disoccupazione crescenti, dall’altro, la catastrofe ecologica causata dai cambiamenti climatici e dalla distruzione della biodiversità. In Reinventare la prosperità Graeme Maxton e Jorgen Randers avanzano tredici proposte che sfidano le idee economiche prevalenti e dimostrano come ridurre disuguaglianze e disoccupazione, riportando lo sviluppo entro i limiti dei confini ecologici del nostro pianeta.

Intervista di Karl-Ludwig Schibel con Graeme Maxton versione pdf

Lorenzo Pagliano, qui il suo blog.

Altri autori

Amitav Gosh, La grande cecità: Il cambiamento climatico è impensabile, Neri Pozza editore 2017
Rimane un’opera importante sul fallimento immaginativo e culturale che sta al cuore della crisi climatica. Merita di essere letto e riletto.

Charles Eisenstein, Climate, A New Story, North Atlantic Books 2018
Il libro di Charles Eisenstein è forse la pubblicazione recente più importante sul tema. Inoltre si legge molto bene. Uno stile personale, a volte ironico trattando un tema molto serio: lui sposta l’attenzione da una visione riduzionista di solo guardare la mitigazione delle emissioni di CO2 e una mentalità meccanicistica quantitativa a un approccio olistico radicato in una visione gaia. (In inglese)


Deutsch

Unsere Vortragenden

Isabella Alloisio, Climate Change mitigation, a cura di Walter LEAL FILHO ed altri, Climate action: encyclopedia of the UN sustainable development goals, Cham: Springer, 2019.
In Fragen unseres Lebensstils und der Organisation von Wirtschaft und Gesellschaft ist ein „Weiter so“ nicht möglich: Wir wissen längst, dass wir unter der trügerischen Vorstellung grenzenlosen Wachstums auf einem begrenzten Planeten viel zu lange über unsere Verhältnisse gelebt haben. Doch welche konkreten Möglichkeiten haben wir, unsere Zukunft aktiv zu gestalten?

Susanne Elsen, Die Kunst des Wandels: Ansätze für die ökosoziale Transformation. Oekom 2015.

Susanne Elsen, Sergio Angeli, Armin Bernhard, Sara Nicli, Perspektiven der Sozialen Landwirtschaft unter besonderer Berücksichtigung der Entwicklungen in Italien, Bozen/Bolzano University Press 2020.

Matthias Horx, Die Zukunft nach Corona: Wie eine Krise die Gesellschaft, unser Denken und unser Handeln verändert. Econ 2020.
Krisen verändern die Welt. Unsere Vorfahren haben sich stets auf neue Umwelten, andere Bedingungen eingestellt. Deshalb hat unsere Spezies den Planeten erobert. Jetzt erfahren wir selbst eine Krise, die alles erschüttert und mitten in unser Leben eingreift. Das Virus verändert unseren Alltag, unsere Kommunikationsformen, die Art, wie wir arbeiten, fühlen und denken. Geht es nach ein paar Monaten so weiter bis bisher? Oder erleben wir einen Kulturwandel, in dem alles seine Richtung ändert und eine völlig neue Zukunft entsteht?
Es lesen sich auch sehr gut seine Beiträge in der „Future-Mind“ Kolumne.

Graeme Maxton, Change: Warum wir eine radikale Wende brauchen. Komplett-Media 2018.
Wenn die Menschheit weiterhin gedeihen soll, muss unser zerstörerisches Wirtschaftssystem vollständig aufgelöst und neu aufgebaut werden. Wir müssen radikal neu definieren, was wir unter Freiheit, Wettbewerb und Fortschritt verstehen. Wir müssen die Rolle der Regierung überdenken. Wir müssen noch einmal von vorn anfangen und fast alles, was wir als normal empfinden, vergessen. Wir stehen im entscheidenden Kampf des 21 Jahrhunderts und kein Hollywood Held wird uns retten. Egal was es kostet, es gibt keine andere Option, als Change!
Die englische Version in pdf kann unter folgendem Link heruntergeladen werden.

Wolfgang Sachs, Panet Dialectics, Explorations in Environment and Development, Zed Books 2015.
All effects of human action will inevitably be played out within our planet’s limits; any hope of infinity is an illusion. And yet, as Wolfgang Sachs warned twenty years ago in the first edition of this collection of essays, environmental concerns have been assimilated into the rhetoric, dynamics and power structures of development. Planet Dialectics reveals that the Western development model is fundamentally at odds with both the quest for justice among the world’s people and the aspiration to reconcile humanity and nature.

Das Vorwort von Wolfgang Sachs zu dem Buch von Charles Eisenstein unter diesem Link.

Andere Autoren

Charles Eisenstein, Klima: Eine neue Perspektive, Europa Verlag 2019.
Das Versprechen einer neuen Perspektive ist nicht übertrieben. Das Buch liest sich hervorragend und gibt dem Klimadiskurs einen erweiterten Rahmen, der die reduktionistische Fixierung auf die Reduktion von Treibhausgasemissionen aufbricht zugunsten eines holistischen Ansatzes. Näheres im Vorwort von Wolfgang Sachs (siehe oben).

Amitav Gosh, Die große Verblendung: Der Klimawandel als das Undenkbare, Blessing 2017.
Lesen oder nochmals lesen. Es bleibt ein wichtiges Buch über den Mangel an Imagination und kultureller Verarbeitungskraft der Klimakrise.