Il suolo è un bene comune e il suo consumo è anche una grave perdita economica e alimentare

Riportiamo da ECO dalle CITTA’
[12 febbraio 2013]

Intervista a Paolo Pileri, docente del Politecnico di Milano, sui gravi dati emersi da rapporto ISPRA sul consumo di suolo in Italia. Gli effetti sulla bilancia economica alimentare degli 8 mq al secondo di suolo cementificato. Gli indici di consumo e quelli di impermeabilizzazione. Le speranze riposte nel disegno di legge del ministro Catania che finalmente contiene una definizione di suolo come “bene comune”. E che il prossimo Parlamento lo approvi

di Stefano D’Adda

Al Convegno di Roma del 5 febbraio, organizzato da ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, CRA (Consiglio Ricerca e sperimentazione Agricoltura) e Università La Sapienza (Ingegneria Civile e Ambientale), si sono discussi gli allarmanti dati del consumo di suolo italiano nel periodo 1956 – 2010, dati ottenuti con i più aggiornati sistemi di monitoraggio. 8 metri quadrati al secondo di suolo cancellato, un processo che dal 1956 non conosce battute d’arresto, con una media nazionale passata dal 2,8% del 1956 al 6,9% del 2010. Ogni anno in Italia viene cementificata o coperta una superficie pari ai comuni di Milano e Firenze messi insieme, ossia circa 260 km quadrati.

Ne abbiamo parlato con Paolo Pileri, docente di Pianificazione urbanistica e ambientale al Politecnico di Milano, presente al Convegno di Roma, da anni impegnato sul fronte del suolo e delle azioni possibili per limitarne il consumo e autore del recente “Amor Loci – Suolo, ambiente e cultura civile”, scritto insieme ad Elena Granata.

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